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martedì 6 dicembre 2016

Il giorno in cui mia madre ha detto: "Ma quanto è brutta!" (e tutti si sono messi a ridere)




Più o meno funzionava così: era domenica pomeriggio, eravamo seduti in salotto, c'erano gli amici dei miei e mia madre che, a un certo punto, se ne usciva con questa cosa: "...e quando l'infermiera è venuta a portarmi mia figlia appena nata ho detto: 'Ma quant'è brutta!' e l'infermiera scandalizzata 'Signora, ma è sua figlia!' 'Appunto, per quello mi permetto di dire che è brutta!'".

E giù tutti a ridere, tranne me che avrei voluto sparire, guardavo il pavimento e aspettavo che si aprisse per sprofondare, ma niente, non si spostava nemmeno una piastrella, così alzavo la testa, abbozzavo un sorriso e sprofondavo nel divano. Avevo più o meno 4 anni e questa cosa è andata avanti per anni.

Qualche giorno fa ho guardato un documentario su Netflix su Diana Vreeland, direttrice di Vogue America prima di Anna - Il diavolo veste Prada - Wintour.
La Vreeland è stata straordinaria nel rilanciare Vogue, coinvolgendo artisti e attrici, lanciando Lauren Hutton (hai presente American Gigolò? Richard Gere? Ok, lei è la sua partner), celebrando il profilo di Barbra Streisand, creando le icone della moda. Un genio con una fortissima personalità.

A un certo punto l'intervistatore le chiede della sua infanzia e lei, abbassando il tono di voce, dice che sua madre continuava a chiederle "Ma perché non sei bella come tua sorella? Perché sei così brutta?", poi flirtava con i suoi fidanzatini e qualche volta glieli portava via.
Sulla bruttezza ho avuto un déjà vu e mi si è stretto il cuore, sul resto sono rimasta basita. Le rubava i fidanzatini? Sua madre? Pare di sì.

Hai presente che effetti sull'autostima ti combina una roba del genere?

Eppure è servito tutto. Tutto quello che è successo ha fatto di lei l'Imperatrice della moda, come è stata definita. Le ha fatto tirare fuori unghie, grinta e coraggio. L'ha fatta arrivare fin lassù, sull'Olimpo della moda a dettare legge indisturbata e inarrivabile per decenni.

Anche a me è servito tutto quello che mi è accaduto per diventare la donna che sono, per sentirmi forte, centrata e con un senso di pace nel cuore.

Pensaci. Tutto quello che ti è successo ti ha fatta arrivare dove sei.
Ti ha dato gli strumenti, le capacità, la forza che hai.
Come è successo alla Vreeland, come è successo a me.
Lei ce l'ha fatta, io anche. E anche tu puoi riuscirci.
Riparti da dove sei ora.



p.s. Come è andata a finire con mia mamma? Qualche anno fa le ho detto che le sue parole mi avevano fatto molto male. L'ho vista sinceramente dispiaciuta, si è scusata, ha detto che non se ne rendeva conto, abbiamo pianto un po', l'ho perdonata e ci siamo abbracciate forte!



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